s-maifredi1709196122 S. Maifredi

Kirbo, un poliziotto ambizioso, ligio al lavoro e devoto alla famiglia, intreccerà la sua strada con Nick, un ragazzo scapestrato con un passato buio assillato dai ricordi. Tutto cambierà dopo l'acquisto di un diamante che li catapulterà nel mondo di Stinx, dove si ritroveranno realtà difficili da comprendere, come il simbolo legato a un antico ordine divino che apparirà sui loro polsi. Intanto nel mondo di Gabriel, Selene attende Nick. Alfred, agente di polizia, condurrà le ricerche per ritrovare i due scomparsi, mentre i ricordi di una vita passata inizieranno a riaffiorare. Anteprima gratuita


Historical Historic Fantasy All public. © Sarah Maifredi

#fantascienza #fantasy-crime-romance-mitologia #diamante-mondi-paralleli
0
1.3k VIEWS
Completed
reading time
AA Share

Prologo 00

Mondo di Theíos
In un’epoca in cui il tempo era inesistente vi era un unico pianeta sospeso nell'universo: incontaminato, con sconfinati prati, foreste rigogliose e incantate. I corsi d'acqua limpidi e cristallini correvano verso la foce indisturbati. La fauna vagava libera e il ciclo della vita proseguiva con calma, quasi impercettibile, come il suo rigenerarsi. Le stagioni si susseguivano con la stessa metodica e gli inverni risultavano miti per le creature che lo popolavano.
Gli unici abitanti di Theíos erano tre elfi le Somme divinità; vegliavano sul loro pianeta e ciò che lo componeva con attenzione, dedizione e in armonia con ciò che li circondava.

Una mattina l'elfa camminava sovrappensiero nel vasto prato che circondava il pantheon vicino al limitare della foresta. Proseguiva con movimenti lenti, eleganti, che lasciavano trasparire le soavi curve dalla candida veste che indossava. I capelli color oro scendevano fluenti sulla tunica, lisci come seta, spiccavano nel verde che la circondava; un diadema argentato li teneva scostati dal volto. Gli occhi rispecchiavano l'azzurro delle kampánes sofías, un’edera fatata con campanule estesa su ogni struttura presente nel luogo.
Superò il piccolo tempio per la meditazione e il passo divenne deciso quando oltrepassò il ponte in legno, elaborato con minuzia nei dettagli, che la divideva dalla meta. Erano giorni che ci pensava, rifletteva ed era convinta fosse la cosa giusta da fare, quindi si avviò al tempio. Giunta ai gradini esterni trattenne il respiro ed entrò, si avvicinò agli affreschi, dai colori brillanti che mostravano come i Dimiourgoí decisero di donare a lei e ai fratelli l'esistenza. Prese una fiaccola, dal muro, e proseguì fino all’altare laddove accese il braciere posto a lato.
Davanti alla superficie in pietra rilasciò l’aria con calma, per infondersi coraggio. In una lingua sconosciuta per le nostre ere intonò un canto. Alzò il palmo delle mani verso il cielo e il viso chiaro simile a porcellana. La cantilena proseguì con note acute.

Una luce dall'universo scese formando un fascio che si arrestò all'altare. Una voce iniziò a parlarle: «Tavi, sei proprio sicura di ciò che chiedi?»

Arrestò il canto. Tirò indietro un orecchio fine a punta. «Sì, Dimiourgoí».

Il tono divenne profondo e ammonitore. «Sei consapevole che ne deriva una grande responsabilità e che i popoli avranno il libero arbitrio?»

Abbassò lo sguardo dal fascio al piedistallo, ornato da bassorilievi floreali, dell'altare. «Ne sono sicura».

«E così sia». Nella scia luminosa apparve un lampo seguito dai colori dell'arcobaleno.

«Vi ringrazio». Sussurrò. Si alzò e avvicinò a ciò che le avevano donato.

La moltitudine di colori apparsa si spense e intravide un piccolo cristallo in cui un fievole bagliore proseguiva a pulsare.

Il fascio luminoso iniziò a dissolversi. «Tavi, l'equilibrio sui poteri racchiusi in codesto Diamánti, bene e male, dipende da te. Fanne buon uso». Svanì com'era apparso.

L'elfa sorrise. Sentimenti contrastanti l'uno con l'altro la invasero. Con mano tremante prese il gioiello che i Sommi Dimiourgoí, Ouranòs e Gi, le avevano donato. Una scossa fredda la percorse seguita da una di calore della stessa intensità. Con il prezioso manufatto tra le mani capì che era arrivato il momento di compiere il prossimo passo: parlare e convincere i fratelli. Consapevole che sarebbe stata un’impresa ardua.

Si tolse il diadema che portava sul capo e incastonò il gioiello, tra le rifiniture argentate, in attesa dell’occasione in cui lo avrebbe utilizzato.

L’alba seguente Tavi si incamminò in direzione del pantheon principale. Arrivata difronte ai gradini li superò e si inoltrò nell’atrio quasi di corsa, le alte colonne con ornamenti floreali aprivano la visuale a un ampio spazio. Al centro, sotto la parte aperta del soffitto, una fontana compiva giochi geometrici con zampilli d'acqua. Oltrepassò le due sale che la dividevano dalla terrazza e, quando vi fu adiacente, notò Abrom ed Eluc ad attenderla.

Il terrazzamento era sospeso su uno strapiombo da cui si poteva osservare l'universo, come una finestra posta sull'infinito. Le kampánes sofías che avvolgevano ogni struttura col loro profumo riempivano l’aria.

Eluc poggiato al parapetto scrutava l’infinito pensieroso. Sullo sfondo tetro la tunica color oro spiccava come un astro luminoso.

Feb. 29, 2024, 9:21 a.m. 0 Report Embed Follow story
1
Read next chapter Prologo 01

Comment something

Post!
No comments yet. Be the first to say something!
~

Are you enjoying the reading?

Hey! There are still 10 chapters left on this story.
To continue reading, please sign up or log in. For free!