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Nascita

Pioveva a Night City ma le persone sembravano abituate a quella condizione e proseguivano le loro corse senza mai alzare lo sguardo. Anche Ghast correva per la sua strada, una strada designata dal destino, o meglio, una coscienza artificiale che si era installata nel suo cyber-conscio mesi prima e aveva scelto di danneggiarlo lentamente.

La metro era fredda, le scale avevano attentato alla vita di molti per la poggia ma questa settimana ancora nessuno aveva danneggiato la propria cy-skin cadendo. Ghast odiava prendere i mezzi pubblici, odiava stare in mezzo alle persone e il "destino" con queste premesse sembrava aver trovato la vittima perfetta. Molto spesso Es prendeva il controllo e amava stare tra la gente: trascinava quell'amasso di carbonio e carne nei posti peggiori.

Ghast negli ultimi 2 mesi si arrovellava cercando un modo per morire dolcemente, cercando quindi di assicurare la vittoria ad Es, al "destino". Non trovò alcuna via percorribile. Si stava abituando.

Da non molto tempo cominciò a sentire una sorta di adrenalina nel perdere il controllo, probabilmente un errore nel sistema nervoso o nella capsula emo-sistemica. Quando Es prendeva le redini, quando tutto andava secondo il "destino" Ghast si sentiva parte di quella città, membro di quelle persone che lo avevano sempre frainteso.

Es e Ghast rimanevano comunque poli opposti di una batteria al litio che stava per implodere. In una di quelle notti, dove la poggia picchia a ritmo incessante, perfetta per Es che amava dare aria ai suoi propulsori aerei, il "fato" decise di uccidere un'uomo. Niente di che a Night City, uccidere è all'ordine del giorno ma solo di notte quando l'oscurità e la pioggia puliscono le impronte. L'uomo che morì quella fatidica notte era Ghast.


Dopo la guerra civile l'ordine mondiale aveva scelto di installare alla nascita di ogni cittadino un micro-sistema adibito alla funzione di "antivirus nevrotico": anti-oltre. L'antioltre era una misura obbligatoria perché necessaria. Il progresso tecnologico del 2300 non era riuscito a raggiungere il cervello così si creò un sistema in grando di eludere tutte le problematiche mentali, psicotiche e psicofisiche tipiche degli umani preesistenti. Detto in maniera semplice l'antioltre scaricava le giuste proteine se il soggetto risultava depresso, fluiva nelle vene le giuste quantità di anestetico se il cuore non smetteva di battere e rilasciava le giuste sostanze per tener sveglio il corpo anche per mesi interi.

Funzionava dannatamente bene.

Nessuno voleva dormire o riposarsi, l'antioltre riuscì in tempi record a convincere cyber-capitalisti e operai dei bassi fondi e si radicò nella cultura di massa come un sistema extracorporeo base.

Ghast neanche sapeva di avere un congegno del genere impiantato nel suo sistema, prima di quella nottata. Es quella notte in qualche astrusa maniera uccise Ghast: distrusse l'antioltre. Non avere un antioltre significava essere morti come umani, poiché con l'incremento di arti e organismi extracorporei l'assenza di tale congegno avrebbe condotto la mente in un circolo vizioso senza fine: il corpo biologico avrebbe respinto tutto ciò di non naturale presente.

Ricostruire quella notte fu disastroso e inconcludente. Ghast si svegliò vomitando litri e litri di sangue.

"Che cazzo mi hai fatto?! Cosa cazzo mi sta succedendo?! , rispondi cazzo!" Es sembrava svanito. "Stai morendo" una voce sopraggiunse nei meandri della mente di Ghast. "Non mi stai aiutando così!" sbiascicò Ghast arrendendosi gettandosi nella vasca da bagno ancora piena di ghiaccio e freddoliti per i viaggi nel cyberspazio.

Ghast era un viaggiatore del cyberspazio metafisico (cyber-uranio) e la sua esperienza da viaggiatore lo aveva istruito a sintomi del genere ma non di quella portata. Viaggiare era rischioso. Una manovra errata, un codice alfanumerico al posto di un altro e il cervello cominciava a fumare, lo stomaco esplodeva per primo fino a bucare il cuore.

Ghast era ossessivo nel suo lavoro, nel suo agire in generale. Solo una volta fece un strappo alla regola: provò a viaggiare dentro se stesso. Un piano tanto folle quanto narcisistico che costò la memoria del viaggiatore.

Ghast clonò la sua intera cyber-psiche, la impresse in una mente sistemica e si tuffò di netto. Rivisse tutti i suoi ricordi per una volta ancora, quella che sarebbe poi divenuta l'ultima. Non sopportava di ricordare soltanto, voleva andare oltre e scavando nella sua stessa mente si scontrò con una massa di ricordi che non riusciva a sopportare e che presero il sopravvento su di lui.

Così conobbe Es il destino proibito.

Una volta scollegato, si imbottì di farmaci e il giorno dopo perse definitivamente la memoria. Non perse tutta la memoria, solo la sua interiorità, ciò che lo rendeva tanto malinconico e felice allo stesso tempo.

Quando smise di rammaricarsi per quella sua grande perdita ed Es cominciò a prendere il controllo su di lui, riuscì a giovare di quella sensazione che sentiva quando sfiorava i suoi ricordi e si arrese.

Così come ora.

Fiumi di sangue che si propagavano in quel habitat che lo aveva ucciso già una volta.

"Il tuo corpo è troppo debole" riemerse Es, "non hai imparato niente?! ","lasciami in pace!" rispose il viaggiatore. "Non è una cosa tanto facile per me lasciarti in pace, hai distrutto un'armonia e adesso anche il tuo corpo". "Sei stato tu, pensi non lo sappia?! Era la tua meta, liberarti di me, sono stato il tuo limite, spero tu sia felice". Es si ripose fuori dalla vasca e cominciò a fissare il soffitto. "vince sempre la parte più forte di noi in ogni nostra scelta, pensare di dominarsi è stupido, si domina sempre sul più debole, o chi si atteggia da tale.. " recitò con tono calmo Es. "Ora non fare l'eroe che non sei mai stato e comincia a morire, non arrogarti tempo che non meriti".

Ghast ribolliva di tristezza. Gli occhi erano grigi, si specchiavano nell'acqua rossastra. Il sistema immunico che manteneva congiunte le varie membra continuava a rintonare notifiche alle iridi spente di Ghast. Neanche rispondeva ad Es, al suo destino proibito. Sapeva di essere un debole e fù solo in quel momento, unico nella vita, che non macchiò la sua riflessione di vittimismo ma solo di sana coscienza.

Senza ricordi e senza antioltre era una macchina, un uomo divenuto macchina.


Nov. 30, 2022, 4:23 p.m. 0 Report Embed Follow story
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